Analisi del 8 settembre 2026


Josh Hart è stato l'eroe di Gara 2, segnando i tiri che i Cavaliers gli hanno lasciato. In Gara 3 sarà lo stesso?
I Cleveland Cavaliers tornano in Ohio con l'obbligo di voltare pagina dopo una trasferta a New York che ha messo a nudo diverse fragilità, soprattutto sul piano della profondità e della tenuta atletica. La squadra di coach Kenny Atkinson appare in debito d'ossigeno dopo il logorante percorso nei turni precedenti, un fattore che ha reso la difesa perimetrale meno reattiva, permettendo a giocatori come Hart di trovare il ritmo dalla lunga distanza. In attacco, i 26 punti di Donovan Mitchell non sono bastati a compensare le difficoltà di un James Harden frenato a 18 punti con soli 2 assist e una gestione complicata del gioco, oltre a una panchina — composta da elementi come Strus, Merrill e Schröder — che finora ha prodotto pochissimo impatto reale. Per riaprire la serie e impedire ai Knicks di volare sul 3-0, i Cavs devono necessariamente aggiustare il piano partita su Hart, stringendo le maglie sul perimetro per costringerlo a mettere palla a terra, e trovare una maggiore efficienza dalla lunetta (68.8% in Gara 2) per non sprecare le poche occasioni di ricucire il gap in una serie che, per Cleveland, è diventata ora una questione di pura sopravvivenza.
I New York Knicks si presentano alla Rocket Mortgage FieldHouse per Gara 3 forti di un vantaggio di 2-0 nella serie, con l'inerzia tecnica e psicologica totalmente dalla loro parte dopo il dominante 109-93 di Gara 2. Il successo di New York è stato trainato da un'esecuzione collettiva che ha visto l'intero quintetto base in doppia cifra, ma la vera sorpresa è arrivata da Josh Hart, autore di un massimo in carriera ai playoff da 26 punti. La strategia difensiva di Cleveland, apparentemente costruita per "battezzare" Hart al tiro da fuori — concedendogli spazio per evitare che Brunson o Towns potessero innescare il gioco interno — si è rivelata un boomerang: dopo un avvio di serie difficile e un iniziale 0/3 dall'arco in Gara 2, Hart non ha perso fiducia, capitalizzando le scelte tattiche dei Cavs con 5 triple a bersaglio su 11 tentativi. Questo acume tattico, unito alla regia impeccabile di Jalen Brunson (19 punti e 14 assist) e alla solidità di Karl-Anthony Towns (18 punti e 13 rimbalzi), ha permesso ai Knicks di costruire un parziale decisivo di 18-0 nel terzo quarto, mettendo i Cavs in una condizione di estrema difficoltà in vista della trasferta.
Per i Cavaliers, la tattica di non marcare Josh Hart ha funzionato in Gara 1, dove i Knicks hanno vinto nei minuti senza Hart, e nel primo tempo di Gara 2, prima che l'ala di New York iniziasse a segnare i tiri. Crediamo che in Gara 3, Cleveland possa replicare, almeno all'inizio, adeguandosi casomai in corso d'opera. A quel punto, però, vorrebbe dire che Hart si sarebbe già scaldato, segnando più di una tripla, mentre in caso contrario continuerebbero a lasciarli tanti tiri - e, più se ne prenderà, più ne segnerà. Per questo, l'OVER triple sembra la scelta più logica:
U/O TIRI DA 3 PUNTI SEGNATI GIOCATORE: JOSH HART, OVER 1.5 TRIPLE

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